Di Giulio Vitali. Stare al passo con i tempi. La Coppa Davis, come di consueto, è stata grande stimolo di discussione per tutti i media e alcune leggende del tennis italiano che hanno aizzato la polemica sulla scelta del numero uno italiano Jannik Sinner di non rispondere alla convocazione per le sfide di Coppa Davis a Bologna. Questa competizione viene vista da personaggi come Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta come lo zenit di un percorso, un punto di arrivo, quando invece dal cambio di format del 2019, è un torneo che ha perso gran parte del fascino del passato. Non deve quindi sorprendere che giocatori di altissimo profilo come Sinner o il numero due del mondo Alcaraz, decidano di rinunciare almeno a una fase di questa manifestazione: il calendario è serrato e coloro che sono ai vertici devono programmare con grande accuratezza la loro stagione per preservarsi per i tornei del Grande Slam e i tanti impegni a cui sono sottoposti dagli sponsor. I risultati hanno dato ragione alla scelta di Sinner: il ragazzo altoatesino ha deciso di fermarsi dopo lo US Open, non giocare la Coppa Davis e la settimana scorsa ha vinto il prestigioso torneo di Pechino, qualificandosi aritmeticamente per le finali di Torino. Traguardi che hanno minato notevolmente la credibilità di un quotidiano come la Gazzetta dello Sport che si era ingaggiato in una battaglia contro Sinner per la sua rinuncia alla Nazionale. Anziché fare polemiche inutili, i media e tutto il popolo italiano dovrebbe godersi un giocatore del livello dell’altoatesino, rispettando ogni sua legittima scelta: si eviterebbero brutte figure e affermazioni di scarsa competenza a cui si è andati in contro nelle ultime settimane.

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