Di Francesca Romana Ligresti. Mi sono buttata in questo corso affascinata dal suo nome, ero incuriosita, entusiasta e per questo quel 31 Marzo sono entrata per la prima volta nella T33, che mi sembrava una classe qualunque, ma che ora invece ricorderò sicuramente come la prima classe universitaria in cui mi sono sentita una persona più che una matricola; una classe in cui si è liberi di riflettere, di tirare fuori tutte le sensazioni che si hanno, di parlare dei propri problemi, ma soprattutto una classe in cui non ti sentirai mai solo, ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e supportarti. Giornalismo televisivo non è un solo un corso universitario, ma un’esperienza che ti insegna giorno dopo giorno ad applicare il famoso Carpe Diem con il quale non sarai in grado di affrontare il giornalismo televisivo, ma il giornalismo di vita; perché il prof. Palma non ti da testi da studiare, ma da scrivere, non ti chiede di ripetere qualcosa scritto già da qualcun altro, ma di leggere davanti a tutti testi tuoi, che possano rappresentare il tuo modo di essere e che possano tirare fuori tutto quello che fino ad oggi nessuno ti ha mai chiesto: le tue considerazioni, il TUO giornalismo di vita. Ti insegna ad avere un lato critico, ma soprattutto, che si devono affrontare ed accettare sempre tutte le critiche che siano positive o negative perché è giusto che sia così, perché nella vita non bisogna prendere d’aceto; ti insegna che la parola ‘ormai’ a vent’anni è inaccettabile, che il tunnel prima o poi finisce e fuori ci sarà solo luce, tanta luce. Io ringrazio la mia curiosità quando ho scelto questo corso perché frequentarlo mi ha fatto capire che fuori c’è qualcuno che apprezza le mie parole, anche se tremolanti e piene di imbarazzo, ma anche qualcuno che da senso ai mie giudizi e che accetta i miei consigli, insomma, in un percorso che è essenzialmente personale ed individuale Giornalismo Televisivo ti insegna che non sei solo un numero, non sei solo il voto di un esame, ma anzi che sei una stella unica e che deve imparare a brillare da sé. Io sono fiera di aver avuto il coraggio di entrare nella T33 e di restare nonostante l’ansia, la paura di non essere compresa, due aspetti del mio carattere con cui convivo e con cui mi sono trovata faccia a faccia fin da subito: non avevo mai avuto modo di affrontarli mentre ad oggi sento di aver cominciato il lungo percorso per sconfiggerli; sono fiera di aver tirato fuori la me interiore e di averla raccontata a persone davanti a cui mi sono sentita al sicuro e libera. Per la prima volta mi sono trovata a partecipare a lezioni vere, lezioni di vita, lezioni che ti lasciano il segno dentro e che ti formano non solo professionalmente, ma soprattutto personalmente. A questo punto sento di dover ringraziare di vero cuore il Prof. Palma e Beatrice per essere sempre stati pronti ad aiutarci quando eravamo in difficoltà, ma soprattutto per esserci stati vicini in questo percorso di crescita che in così poco tempo hanno stravolto la mia visione della vita; e che il Carpe Diem ci faccia spiccare il volo!