Di Asia Santi.

Chiunque, ad un certo punto della propria vita, si rende conto che, per superare determinate fasi ed ostacoli nel proprio percorso, deve effettuare un cambiamento, spesso doloroso, molto spesso necessario e a volte sorprendente.

Ci ritroviamo tutto ad un tratto ad affrontare un cambiamento inevitabile, necessario ad ottenere il lavoro che si desidera, per far si che la propria persona venga rispettata come donna forte ed indipendente e, sempre più frequentemente, anche per far andare avanti una relazione straboccante di contrasti.

Si devono modificare dei lati del proprio carattere per far si che gli scontri ed i conflitti  di coppia possano quanto meno livellarsi; è importante che questo gesto non venga visto come una volontà di sottomissione, ma più come un segno di altruismo,  per il raggiungimento di una serena stabilità, per trovare uno spazio di felicità in mezzo ad un buio.

Cambiare non è negativo: significa crescere, maturare, anche sbagliare, per poi cambiare idea dopo essersi resi conto del proprio errore.

Spesso, e in alcuni casi ‘purtroppo’, le nostre esperienze di vita ci costringono al cambiamento; si diventa persone nuove senza neanche rendercene conto: esperienze positive, come la conoscenza di una persona, oppure l’aver fatto un passo economicamente importante come  comprare una nuova casa; ma anche esperienze negative, come un genitore che si ammala, e la perdita di quest’ultimo; oppure dipendenze (droga e alcool) con cui convivere. Certi momenti ti cambiano, anche senza che tu lo voglia; alcuni lo sviluppano in maturità, in competenza, in saggezza; altri ne soffrono e ne restano segnati per sempre.

Altre volte la metamorfosi è volontaria, ricercata. Si, ci vuole coraggio per abbandonare il “vecchio” (colmo di certezze ed esperienze assicurate), per un “nuovo” incerto ed ipotetico.

Stessa cosa accade nelle relazioni. Ad esempio: il tradimento nasce dalla curiosità del ‘nuovo’, da una ventata di freschezza, ma tutto questo coesiste con la paura di lasciare una persona che ti trasmette tranquillità e certezze.

Cambiare significa trascinarsi, per poi lasciarsi dietro, la vecchia veste per trovare un nuovo posto, un nuovo punto di vista, nuove persone da amare ed un nuovo ‘IO’…

Molte donne sognano di cambiare il proprio aspetto, solo perché guardandosi non riescono ad apprezzarlo; pur di modificarsi arrivano ad attuare pratiche discutibili, come le crisi bulimiche, il digiuno forzato e l’utilizzo di lassativi e diuretici, il tutto accompagnato da esagerate sessioni di allenamenti fisici.

Il rinnovamento è positivo se comporta un benessere fisico e psicologico del soggetto; è giusto sentirsi belli con autostima, ma solamente se tutto questo non mette a serio rischio la salute personale.

Dunque, viaggiate senza esitazioni verso il cambiamento, se questo vi rende raggianti e soddisfatti. È lecito amarsi, toccarsi e piacersi, ed é un dovere diventare persone migliori in un futuro giovane e sempre più nostro.

 

 

 

 

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