Luca De Lellis. Molte volte non basta cambiare allenatore per migliorare la situazione: basta chiedere al Presidente del Brescia, Massimo Cellino, e quello del Napoli, Aurelio De Laurentis. Due personalità incandescenti del mondo del calcio che hanno sempre avuto poca pazienza nel momento in cui le loro squadre attraversano un periodo complicato. Cellino solo poche settimane fa aveva esonerato Corini per portare alla guida delle “rondinelle” Fabio Grosso. L’ex campione del mondo nel 2006 ha però ottenuto prestazioni e risultati pessimi (3 sconfitte in altrettante partite); allora il patron del Brescia ha fatto dietro front, riportando Eugenio Corini sulla panchina. Risultato? 2 vittorie su 2, di cui l’ultima con il Lecce molto convincente. La domanda ora sorge spontanea: la squadra sarebbe fuori dalla zona retrocessione se si avesse dato continuità alla gestione tecnica?
Il numero 1 del Napoli invece dopo la gara di Champions con il Genk vinta per 4-0 ha esonerato il plurititolato Ancelotti, per assumere il suo allievo “Ringhio” Gattuso. Risultato? Prima partita in casa con il Parma persa malamente. Se ne può dedurre che il problema non fosse tra la squadra e l’allenatore perchè, altrimenti, la prestazione dei partenopei sarebbe stata diversa. Il problema del gruppo è con De Laurentis che ha sempre parlato troppo, molte volte anche mettendosi contro i propri giocatori:” Assolutamente non sono disposto ad uno sforzo importante (in riferimento ai rinnovi di due pilastri come Mertens e Callejon). Ogni giocatore ha un suo valore a seconda di dove gioca, come gioca, che età ha e quello che fa. Se poi qualcuno vuole andare a fare le marchette in Cina perché strapagato per vivere due o tre anni di merda, è un suo problema.”
Anche Sampdoria e Genoa hanno cambiato allenatore in corso d’opera e, in uno dei derby della “Lanterna” più brutti della storia, la spunta quello che ha molta più esperienza (Sir. Claudio Ranieri). Il gol di Gabbiadini fa esplodere la gradinata sud occupata dai tifosi blucerchiati e manda in crisi totale i rossoblu di Thiago Motta. Questi 3 fondamentali punti non risolvono “in toto” le problematiche della Samp che sono ben profonde, ma possono sicuramente rappresentare un punto di svolta per il prosieguo della stagione. Per il Genoa il derby perso significa raschiare il fondo del barile ed ora, dal penultimo posto, sarà molto difficile uscirne.
E’ davvero sempre necessario cambiare la guida tecnica nelle situazioni di crisi o alcune volte bisognerebbe essere più riflessivi e provare ad uscirne insieme?