Di Sara Mercuri.Parola d’ordine: “PREVENZIONE. SEMPRE… PERCHE’ LA GUARDIA NON VA MAI ABBASSATA”.  E’ un imperativo che noi donne dobbiamo tenere ben presente: soprattutto quando si parla di cancro; ne vale della nostra vita.

Il 17 novembre i monumenti e gli edifici di vari paesi del mondo sono stati illuminati di verde acqua, il colore della consapevolezza al cancro della cervice uterina.

“Figurati se succede a me”, questo è spesso ciò che si pensa quando si parla di cancro come se fosse una cosa lontana da noi La verità è che il cancro non va in vacanza, non concede tregua. E’ un nemico subdolo che colpisce quando meno te lo aspetti. Ed allora bisogna prevenirlo.

Per molto tempo il tumore della cervice ha rappresentato la più frequente forma di cancro per le donne, e lo è tutt’oggi nei paesi in via di sviluppo.

Nuove armi per combatterlo sono oggi a nostra disposizione come il Pap-test e il vaccino contro l’ Hpv.

Nonostante ciò, in Italia nell’ultimo anno sono stati stimati 2.700 nuovi casi e nel 2016 sono morte 509 donne di carcinoma della cervice.

L’aspetto  più odioso di questa malattia  è che i sintomi compaiono quando la malattia è già in fase avanzata.

Tra i campanelli d’allarme ci sono le perdite di sangue anomale, perdite vaginali senza sangue o dolore durante i rapporti sessuali.

Il trattamento del cancro al collo dell’utero è correlato all’estensione della malattia e spesso si combinano due o più trattamenti per raggiungere la massima efficacia.

Quando il tumore è in una fase pre-invasiva, possono essere utilizzate la criochirurgia o la chirurgia laser per congelare o bruciare le cellule malate.

Quando il tumore è più diffuso, ma ancora circoscritto, la scelta può ricadere sulla conizzazione o l’isterectomia, un intervento che prevede l’asportazione dell’utero e in alcuni casi anche dei linfonodi, tube e ovaie.

In caso di malattia avanzata si interviene con la radioterapia, la brachiterapia, o la chemioterapia.

Ricordiamoci che finalmente è possibile prevenire il cancro alla cervice uterina e per questo è fondamentale che:

  • Ogni donna di età compresa tra i 9 e i 26 anni, dovrebbe fare il vaccino anti-Hpv.
  • Ogni donna di età superiore ai 18 anni, dovrebbe sottoporsi al Pap-test.
  • Ogni donna di età superiore ai 30 anni, dovrebbe essere sottoposta a screening, e il particolare all’Hpv-test, in associazione al Pap-test.

Per questo: visite e controlli annuali, senza se e senza ma. Soprattutto senza rinvii

#SmearForSmear, che letteralmente significa “una sbavatura per il Pap-Test”, è lo slogan contro il carcinoma cervicale che invita a postare sui social un selfie con una ‘sbavatura’ di rossetto sul viso e ad incoraggiare le donne ad effettuare periodicamente il test di screening.