Di Edoardo Cafaro. Impattante, ma allo stesso tempo necessario: l’Australia interviene a gamba tesa sul tema dei social e blocca l’utilizzo di quest’ultimi da parte degli under 16. Come un fulmine a ciel sereno dall’oltreoceano arrivano degli scossoni davvero sostanziosi: difatti, la Camera dei Rappresentanti australiana ha approvato un disegno di legge davvero stringente a tutela dei ragazzi e dei bambini, lasciando poi al Senato il compito di finalizzare una legge che rappresenterebbe uno spaccato molto significativo. Un’iniziativa che potrebbe davvero scombinare le carte in tavola dal punto di vista mondiale, diventando nel giro di poco tempo un modello da seguire pedissequamente. L’esorbitante ed esondante fenomeno dei social network crea delle spaccature nette nelle società moderne e le opinioni sono spesso opposte o in alcuni casi incerte, avvolte nell’incertezza: da una parte sembra “disumano” impedire ad un ragazzo o bambino di poter interagire nell’oceanico mondo virtuale, ma d’altra parte solo un occhio adulto o maturo può captare i rischi, i pericoli e le insidie continue che arrivano da questo universo. La scelta dell’Australia, in tal senso, è esplicativa: proteggere ragazzi e bambini dal piratesco mondo dei social, concedendo loro la possibilità di immergersi in questa particolare realtà solo a ridosso della maggiore età. Una scelta assolutamente condivisibile, forte, che apre ad una discussione sulle necessità o meno dei social per un utente così giovane ed inesperto. Le ricadute della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale oramai “aprono il fuoco” nei confronti degli inesperti, dei giovani, dei meno attenti, poiché in pochissimo tempo il rischio di commettere errori irreparabili è dietro l’angolo. Indubbiamente questa legge rimodulerà l’utilizzo dello smartphone da parte dei bambini e degli adolescenti, i quali saranno molto più ancorati alla realtà e molto meno davanti ad uno schermo. In Australia sono corsi ai ripari nei confronti della dilagante espansione dei social e il tutto sembra essere davvero lodevole, corretto, genuino e che rappresenta un manifesto dell’importanza della vita reale a discapito di quella di facciata, di apparenze, di menzogne e di cattiveria che presentano i social network. Senza ombra di dubbio questa scelta da parte dell’Australia non passerà inosservata, ma l’impressione è che ci si sia mossi davvero nella miglior direzione possibile.

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