
Di Marco Palma. A volte ritornano: e noi siamo tornati. Per farlo c’era bisogno di una squadra: eccoci..e che squadra! Un gruppo di studenti che sono disposti a tutto pur di far sentire la loro voce: composta ma non silenziosa; rispettosa del diverso ma convinta delle proprie scelte. Il risultato, niente affatto scontato, è dtato facile raggiungerlo: 130 studenti che saliti su una zattera corsara navigano contro le corazzate del silenzio, dell’imposizione, dell’adeguarsi per convenienza. Un gruppo di ragazzi con una sede prestigiosa: Giornalismo televisivo, corso neo-nato a Roma3; una voglia di mettersi in gioco per far sentire che “ci siamo e vogliamo contare anche noi”. Voce del dissenso? Si: e ci mettono la faccia. Denunciare per costruire: non per demolire; far sentire la voce di chi vive, o vede, le problematiche giovanili. Mica robetta da ridere al mercato delle pulci: spaccati di vita, convinzioni maturate sul campo, disponibilità al confronto ma non rinunciare alle propie idee. Senza compromesso alcuno. In questo corso si cresce: mica si pettinano bambole. Li guida in questa avventura un docente che ne ha viste di ogni: appassionato nel dialogo con gli studenti, ha fatto del “carpe diem” e del “giornalismo di vita” la sua ragione di vita, ed il mantra per loro. E lo ha trasmesso a loro: non è un santone ma un giornalista giramondo; non un guru in cerca di discepoli da illudere: ma un allevatore di giovani talenti. E loro c’è da scommetterlo: saranno famosi
