
Di Leonardo Poleggi. Insultata e presa in giro. Non stiamo parlando di un episodio di bullismo avvenuto in una scuola italiana bensì del trattamento che Liberty Media sta riservando nei confronti della classe regina delle Moto. Una MotoGP irriconoscibile che, purtroppo, si è dovuta arrendere al Re denaro. L’ultimo categorico disastro della società americana è stato quello dell’introduzione della nuova qualifica sprint che andrà a stabilire la griglia di partenza della gara corta. Insomma, dal prossimo anno, vi saranno due qualifiche e due gare ogni fine settimana. Da questa notizia, insorgono molti dubbi riguardo la gestione da parte dell’associazione statunitense ma viene confermata anche qualche certezza. Liberty Media non rispetta la salute dei propri corridori anzi, sembra quasi che non gli interessi. Vengono utilizzati come delle mascotte quando non vengono rappresentati per quello che sono veramente: piloti che corrono e che addirittura rischiano la propria vita per vincere. La società americana non sa e non riconosce quanto questo sport sia rischioso e quanto possano essere brutali le conseguenze di un incidente. Con l’aggiunta di un’altra qualifica, gli infortuni sono destinati ad aumentare e i motociclisti potrebbero non sentirsi più protetti. A proposito di piloti, nella giornata del giovedì, hanno espresso la propria opinione riguardo a questi cambiamenti. Molti si sono espressi favorevoli all’introduzione della nuova qualifica. Eppure, è difficile credergli alle loro parole, non per la loro disonestà ma perché sono stati costretti a dire quelle affermazioni davanti ai microfoni. Tuttavia, non tutti i piloti hanno deciso di stare alle regole e hanno deciso di esprimere un’opinione contraria. Come, per esempio, Pedro Acosta e Marc Marquez i quali, durante la conferenza stampa, hanno affermato che questo format potrebbe accorciare enormemente le carriere. Come non dargli torto. Una piccola nota di merito va dedicata anche ai piloti delle classi minori, sempre più lasciati in disparte e a cui non gli viene mai riconosciuto lo spettacolo che creano durante le gare. Insomma, quasi tutti escono perdenti da questa notizia ma i più sconfitti sono i tifosi. Proprio noi, che quando ci svegliamo la domenica, non vediamo l’ora di vedere quei cinque semafori rossi spegnersi e vedere i piloti lottare fino all’ultima curva. Liberty Media, con questa mossa spregiudicata, ci toglie tanti momenti belli della nostra quotidianità, come quello delle prove libere del venerdì dove cerchiamo di capire con i nostri amici quali potrebbero essere i favoriti per la gara; oppure quello del Warm Up che ci faceva compagnia durante la colazione della domenica . Dunque, la MotoGP sarà sempre più presente nei nostri weekend ma sarà sempre più difficile stare al suo passo insostenibile, anche per i tifosi più appassionati. Nonostante ciò, Liberty Media ne esce comunque vincitrice. I dati non mentono: gli incassi sono aumentati e lo sport è diventato sempre più popolare e riconosciuto. Tuttavia, per fare questa operazione di marketing, la MotoGP si è persa e, come la sua amica Formula 1, ha perso la sua semplicità nel mezzo della sua complessità ingegneristica.
