Di Elisa Fralleoni. Roma, ‘città eterna’ e da qualche anno anche ‘eterna discarica a cielo aperto’. L’emergenza rifiuti sta mettendo in ginocchio la Capitale e con lei anche i cittadini romani che fino ad ora, anziché avere sostegno da parte del Comune, hanno ricevuto solo un aumento della TARI (tassa rifiuti).

Insomma, è da anni che a Roma si attua la raccolta differenziata, eppure i sacchi dell’immondizia abbandonati sul ciglio delle strade non sono diminuiti. I topi continuano a passeggiare indisturbati per Via del Corso, alla ricerca di qualche spuntino prelibato tra i rifiuti. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria ‘crisi ecologica’ da cui non si riesce ad uscire. Il motivo non sono i tagli ai fondi comunali, bensì lo scarso impegno da parte del Comune di trovare una soluzione per eliminare i quintali di spazzatura che ricoprono la città.

A peggiorare la situazione ci pensa la nettezza urbana di Roma (l’Ama) che da anni ormai viene meno al suo impegno di smaltire i rifiuti della Capitale. Nei primi nove mesi del 2019 i reclami inoltrati ad Ama sono stati più di 55mila. Il motivo? Gli operatori ecologici passano davanti alle attività commerciali in orario di chiusura, per timbrare il cartellino, senza ritirare l’immondizia. Questo non accade solamente con i negozi, lo stesso servizio viene riservato ai cittadini romani che ogni sera depositano la pattumiera all’esterno della propria abitazione per poi ritrovarla lì anche la mattina seguente.

Per le strade troviamo moltissimi camion rifiuti, ma pochissimi netturbini pronti a svolgere il proprio lavoro. Piuttosto di occupare la propria mansione, preferiscono fermarsi a prendere un caffè facendosi una bella chiacchierata con il collega di turno o gustarsi un pezzo di pizza alle 10 di mattina.

L’ultimo paradosso dell’emergenza rifiuti? Un netturbino su tre è “inabile” a salire sui camion della nettezza urbana e raccogliere l’immondizia. Su 4.300 operatori ecologici, oltre 1.500 hanno un documento medico che certifica l’inidoneità a svolgere la mansione per cui sono stati assunti.

A seguito di questa vergognosa scoperta, l’amministratore dell’Ama, Stefano Zaghis, ha affidato, al nuovo direttore del Personale Marcello Bronzetti, l’incarico di riconvertire più netturbini inabili possibile: 200 faranno gli “spazzini di quartiere”, per gli altri sono in arrivo a breve nuove mansioni. Inoltre, si intensificheranno le visite mediche e si assumeranno altri 350 dipendenti con l’obiettivo di abbassare l’età media, che oggi è intorno ai 50 anni.