Di Susanna Cacciani. La religione, la fede, il “credere o non credere”, argomenti particolari e talvolta delicati, quasi difficili, da dover affrontare, ancora di più al giorno d’oggi e in relazione al mondo dei giovani. A nessun ragazzo o ragazza di vent’anni  probabilmente viene mai domandato se è credente o no, forse perché potrebbe suonare quasi strano, avere vent’anni ed essere credente, ma in realtà è una domanda che neanche noi nella nostra intimità ci siamo mai fatti, essere fedeli o no, e perché? Cosa spinge molti giovani a non avvicinarsi o ad allontanarsi dalla religione?

La risposta è difficile e per niente scontata, ma potrebbe essere riassunta nei singoli cambiamenti che caratterizzano tutti noi: il cambiamento di idee, mentalità, comportamenti che costantemente caratterizzano l’essere umano e ancora di più quella fetta della popolazione che sta crescendo.

In tempi meno recenti la gente e i giovani erano molto più religiosi, essere fedeli era una sicurezza qualcosa a cui potersi affidare, la chiesa un luogo in cui trovare certezza e talvolta risposte, grazie anche ai genitori che educavano i figli sulla scia della loro credenza. 

Oggi invece molti genitori sono atei e prendono la decisione di non dare un’educazione religiosa ai propri figli o più semplicemente lasciano che siano loro a scegliere quando saranno in grado di comprenderlo da soli se vogliono o no avvicinarsi alla chiesa. 

Anche nelle scuole molto spesso o comunque almeno in ogni classe uno o più alunni decidono di non frequentare l’ora di religione: noia, disinteresse, “per anticipare i compiti” o magari perché distanti dalle idee e dagli insegnamenti di questa materia. Fatto sta che questo allontana ancora di più da una realtà complicata ed enigmatica, che non è vicina alle mentalità dei ragazzi di oggi, poiché in molti casi la religione è ancora molto distante dalle idee e dai comportamenti di chi è più giovane.

Ad esempio sul web e sui social è possibile trovare filmati di uomini appartenenti al mondo della chiesa che divulgano quella che dovrebbe essere la “parola di Dio”, in modi che appaiono agli dei più ancora troppo antichi, ad esempio è circolato un video nel quale un prete durante una messa afferma che l’unione, quella “giusta” e accettabile è solamente quella tra un uomo e una donna, e questo è l’unico modo in cui si può formare una famiglia, ogni altro tipo di unione secondo il suo pensiero è qualcosa di cui vergognarsi perché contro natura. E’ solo un esempio, alla portata di molti, ma soprattutto dei più giovani proprio perché più in contatto con i social e con il mondo del web, e anche se magari agli occhi di molti potrebbe essere archiviato come un caso isolato, uno tra i tanti, tra le nuove generazioni è un’ulteriore conferma di quanto appaia lontano il mondo religioso ai loro occhi, occhi che guardano alla modernità e alla libertà. 

Difficile comprendere la motivazione che realmente allontanano i giovani da questo mondo, ma all’apparenza sembra quasi che essi non sappiano ritrovarsi nelle parole e nei gesti che caratterizzano il mondo religioso, sono distanti dalle idee che vengono promulgate da molti membri della chiesa e dagli sbagli che talvolta essa stessa nasconde.