Di Francesco Ercoli. E se Not Like Us di Kendrick Lamar non fosse stata scritta nel 2024 e a ricevere il dissing al posto di Drake ci fossero stati Wagner, Beethoven o Chopin?
La risposta è: “embrioni essiccati”. No, non si vuole fare alcun tipo di volgarizzazione, questo è proprio il titolo del brano “Embryons desséchés”, composto da Erik Satie e indirizzato in maniera dissacrante ai grandi maestri della tradizione. All’interno della composizione, la Marcia Funebre di Chopin prende le connotazioni di una qualunque “mazurka” contadina, mentre per il gran finale viene preso di mira lo stile grandioso delle orchestrali di Beethoven, ridotte a una rumorosa ripetizione di banalissimi accordi. Il vero deriso però è il diretto rivale Wagner, che all’interno del suo saggio “Opere e Dramma” sosteneva la sacralità e l’impegno filosofico della musica. Concetto che, nel caso dell’opera di Satie, viene totalmente desacralizzato.
Ma se noi oggi le chiamiamo battaglie di freestyle, all’epoca erano duelli al pianoforte. Emblematico quello che vide protagonisti Muzio Clementi e Mozart presso la corte imperiale di Giuseppe II a Vienna. Tra variazioni di stile, improvvisazioni e sfide di comparazione sulla base dello stesso spartito, i due maestri si rispondevano a tasti di pianoforte. Il vincitore del duello fu certamente Mozart, ma Clementi aveva le corde del pianoforte manomesse…
Oltre che sulle note però, gli artisti classici potevano essere aspri anche nei fatti. Come nel caso di Čajkovskij che scrisse di Brahms come di un “privo di genio”, o nel caso di Stravinskij contro Sergej Prokofiev in cui si giunse quasi alla violenza fisica.
Insomma, anche se senza microfono e senza punchline, dei maestri della musica classica di certo non si può dire che non ci mettessero la faccia e, né più né meno di Kendrick, ci andavano giù pesante, suonandosele veramente.
