Davide Gratteri. In un mondo dove chiunque può avere tutto ciò che desidera a portata di un click sta accadendo un qualcosa di davvero affascinante: moltissime persone sono tornate ad ascoltare la musica in formato analogico e anche gli artisti spingono nella stessa direzione.
Questo ritorno al vinile, può essere analizzato sotto molteplici aspetti sociali: c’è chi lo acquista per nostalgia, ma anche chi, essendo nato e cresciuto in un epoca sempre più digitalizzata, ha riscoperto il gusto di possedere fisicamente un oggetto; la musica è sostanzialmente un qualcosa di intangibile, ma è proprio il ruolo che gioca il vinile (o il CD) ad essere colmo di significato: esso infatti rende tangibile un qualcosa che non lo è, dandoci la possibilità di dare forma concreta all’arte, con cui nasce un’attaccamento reale, come se le emozioni che la musica suscita possano diventare parte di noi, come un prolungamento della nostra fisicità.
Secondo le statistiche la maggior parte delle canzoni vengono saltate (“skippate”) dagli ascoltatori prima del trentesimo secondo d’ascolto ed è proprio per questo che in un’epoca dove si registra un tasso di disattenzione elevatissimo , complice anche la struttura dei social per cui i “reels” durano pochi secondi, il vinile acquisisce un ruolo chiave: chi sceglie di comprarlo lo fa con lo scopo di ascoltare l’intero progetto che l’artista ha costruito e che vuole comunicare, questo fa si che la musica non sia solo un sottofondo ma che ritorni ad essere un vero e proprio rituale.
Un aspetto fondamentale di questa rinascita è il ritorno ai negozi di dischi, che stanno riacquistando il loro ruolo di centri culturali. In questi spazi, la ricerca di un titolo diventa un’esperienza sociale fatta di consigli, scambi di opinioni e nuove scoperte tra gli scaffali. Il negozio fisico in questo modo si configura anche come la strada per aggirare l’algoritmo, che oramai guida i nostri gusti e le nostre tendenze molto più di quel che crediamo.
il ritorno ai dichi fisici rappresenta un segnale davvero importante a livello sociale che si può inquadrare in un contesto ancora più ampio che vede sempre più persone stanche della digitalizzazione ritornare agli oggetti fisici e al gusto di possedere ciò che si acquista; perché diciamocelo, tutta questa modernizzazione ci fa sentire sempre meno umani e sempre più distaccati dalla realtà fisica che ci circonda.
