Di Flavio Vizzani Di fronte alla propaganda terroristica, rimanere indifferenti può significare sottovalutare un pericolo comune. Una volta che si incoraggia la violenza e si celebra il terrorismo, a essere minacciata non è solamente la sicurezza nazionale, ma anche i valori fondanti della convivenza civile.

 

Il 16 Luglio 2026, tra Roma e Milano, i Carabinieri del ROS hanno effettuato perquisizioni nei confronti di due uomini indagati per presunta istigazione a delinquere con aggravante terroristica. I due condividevano sui social post a sostegno di Hamas e Hezbollah, in particolare riguardo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 in Israele.

 

Al giorno d’oggi, grazie ai potenti mezzi tecnologici a nostra disposizione, la propaganda non ha problemi a diffondersi. Bastano un paio di click per far si che frasi, idee e concetti carichi di odio raggiungano un pubblico vastissimo, normalizzando idee che possono andare ad intaccare la civile convivenza.

 

Fronteggiare questi fenomeni estremisti significa imporsi contro chi promuove la violenza, i soprusi e il terrorismo. Nessuna comunità può essere giudicata per le azioni di pochi, come anche una qualsiasi ideologia non deve considerarsi una giustificazione di atti violenti.

 

Il terrorismo si fa spazio ancor prima con le parole e le idee, prima che nei fatti. Contrastarlo e condannare tutte le ideologie che promuovono e giustificano la violenza è sempre la scelta più giusta che una comunità possa fare.