Di Francesco Spoletini
Il calcio italiano da ormai molti anni è in forte crisi non solo per ciò che concerne il disastro della nazionale, ma anche e soprattutto in quello che è il nostro campionato.
Da Maradona a Gullit passando per Van Basten,Batistuta e Ronaldo; una volta il campionato italiano era il migliore al mondo.
Non solo fuoriclasse calcistici, anche la classe arbitrale italiana era una delle più rispettate a livello mondiale.
La crisi italiana dell’arbitraggio possiamo dire che parte nel 2006 e, si pensava, si potesse risolvere con l’introduzione del VAR nato con lo scopo di ridurre gli errori e garantire equità.
Nonostante le immagini a supporto degli arbitri ogni settimana ci si ritrova a discutere e polemizzare sulla classe arbitrale e sulla gestione di uno strumento che potrebbe essere utile se venisse utilizzato in modo consapevole.
Il problema quindi non è nella tecnologia ma sul come viene utilizzata quest’ultima.
Sono varie le volte dove vengono instillati dubbi a causa di valutazioni differenti e di un metro di giudizio che dovrebbe seguire una linea guida che, spesso, viene travalicata a piacere.
La discrezionalità è sacrosanta ma non è e non può essere una giustificazione costante.
La questione ovviamente va a riguardare anche la trasparenza con i tentativi di spiegazione della decisione in diretta, che possono significare un passo in avanti ma non risultano sufficienti se non accompagnati da una adeguata comunicazione.
Ciò che è certo è che la classe arbitrale italiana deve ricostruirsi una credibilità e ciò può accadere anche grazie a nuove introduzioni come la dimostrazione di episodi analizzati con metodo, ma anche con confronti seri con le società.
Il VAR o l’errore arbitrale quindi non deve diventare il capro espiatorio di ogni sconfitta ma non può essere uno scudo contro le decisioni errate; questo perché al momento i tifosi sono sfiduciati e bisogna riconquistarli non solo con le giocate dei campioni ma anche con una classe arbitrale degna di questo nome.
Sport/calcio: VAR e classe arbitrale; va tutto rivisto
