Di Giorgia Perrotta.  Non serve un divieto a creare un tabù; bastano generazioni di falsi miti, imbarazzo sociale e stigmatizzazione di ciò che, a tutti gli effetti, è una cosa naturale. In questo caso parliamo delle mestruazioni, che negli anni hanno assunto tanti nomi alternativi, come a voler mascherare la propria essenza ed esistenza, dietro una parola.
Ecco quindi che a ridare dignità a questo momento femminile, entra in scena, sia in senso letterale che simbolico, Marinella Manicardi. La drammaturga che, con pungente ironia e schiettezza, utilizza il palco per mettere in scena storia e metafora delle mestruazioni. Svelando, attraverso una narrazione insolita ed affascinante, l’atteggiamento e l’oblio cui la società le vuole relegare, e demolendo i costrutti sociali e l’ignoranza ancora tanto diffusi.

Nel parlare la Manicardi è maestra, e sul palco riesce a creare un continuo dialogo con il pubblico, sia femminile che maschile, attraverso un linguaggio che le appartiene e che domina in modo impeccabile, anche quando di fronte si trova dei giovani. Come ha dimostrato, giovedì 14 Novembre, quando, proprio gli studenti, sono stati il pubblico che ha assistito al suo spettacolo nell’Auditorium Ennio Morricone ed è con loro che ha dialogato al termine dell’esibizione. Un incontro per il quale possiamo ringraziare i ragazzi di Altro Ateneo che, assistendo ad una precedente replica, si sono sentiti in dovere di portarlo anche in facoltà. Hanno scelto proprio questo come primo evento dell’anno, per dare l’occasione di un’incontro stimolante e in grado di ampliare la propria visione delle cose.

Ciò che colpisce sono le tematiche trattate durante il dibattito e la capacità di coinvolgere il pubblico, in discussioni tanto fondamentali quanto raramente affrontate. Un momento che dà modo di riflettere, sulle polemiche riguardo la tassazione esagerata di un bene che non è affatto considerabile “di lusso” o sul modo in cui una donna con le mestruazioni viene ancora oggi trattata.
Ci sono molte donne che vivono male le mestruazioni, non solo in paesi “lontani” in cui una cosa tanto naturale viene vista come sintomo di impurità e malattia, ma anche qui, in casa nostra, tra falsi miti, ignoranza e l’imbarazzo di parlarne apertamente.

Questo si rivela dunque un incontro importante, che ha permesso di parlare, di discutere e mettere in luce tutto ciò che ruota attorno alle mestruazioni. Affermando e chiarendo, anche agli uomini, cosa comporti dover convivere per tutta la vita con un fenomeno che porta con sé anche disagi e problemi, ai quali una società, ancora fortemente patriarcale, non presta la giusta attenzione.

 

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