Di Daiana Cestra. STAR WARS – L’ASCESA DI SKYWALKER, La saga volge al termine. La storia vivrà per sempre. Il culmine di un racconto che appassiona da 42 anni. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a BAFTA, 1 candidatura a CDG Awards, In Italia al Box Office Star Wars – L’ascesa di Skywalker ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 13 milioni di euro e 5,3 milioni di euro nel primo weekend.
La resistenza è ridotta a poche unità, il primo ordine dilaga sotto il comando del leader supremo Kylo Ren, ma un messaggio ha turbato la galassia. L’imperatore Palpatine giura vendetta! Ren si mette così alla ricerca dell’origine della trasmissione e arriva a confrontarsi con Palpatine, che gli offre una spaventosa flotta se saprà eliminare la ragazza Jedi, Rey. Questa combatte e si addestra seguendo gli insegnamenti del generale Organa, mentre Finn, Poe e Chewbacca ricevono messaggi da una spia nel Primo Ordine. Non dev’essere stato facile né divertente lavorare su questa terza trilogia, dov’è ormai evidente che fin dal principio è mancata una direzione chiara. Anzi si è assistito a tutto il contrario di un progetto organico, con un primo film, Il risveglio della Forza, che era praticamente un remake di Guerre Stellari; un secondo film, Gli ultimi Jedi, che risponde alle critiche di aver prodotto una fotocopia stravolgendo vari elementi della serie; e ora con un terzo capitolo, L’ascesa di Skywalker, che accoglie le ultime critiche dei fan indignati e fa i salti mortali per tornare indietro rispetto all’Episodio precedente.
Il risultato nel complesso è un pasticcio che davvero lascia sbalorditi: considerato l’investimento ingente e la storia di oculata gestione dei franchise della Disney era impensabile una tale improvvisazione. Che risulta ancora più clamorosa se si pensa alla contemporanea saga Marvel, arrivata felicemente e organicamente oltre i venti titoli.
Per essere un po’ più chiari, ma sempre senza dare spoiler, basti dire come il film svela le parentele di Rey; sostituisce il caduto Snoke con un altro super villain gerarchicamente sopra Kylo Ren; mette in un angolo il personaggio di Rose; dimentica del tutto le questioni sociali accennate nel capitolo precedente e fa esplicitamente pentire il fantasma di Luke di aver fatto l’eremita.
Anche volendo non vedere questa clamorosa e grossolana retromarcia, si rimane con un film non proprio riuscito. Sia perché il piano di Palpatine sembra cambiare ogni volta che gli altri cercano di ostacolarlo, fino a toccare vette piuttosto trash, sia perché ci sono passaggi di sceneggiatura improbabilissimi, che il regista J.J. Abrams cerca di coprire con la velocità di un continuo susseguirsi di eventi.
I poteri della Forza poi sono spinti a livelli fuori scala rispetto a tutto quanto si era visto prima, facendo di questa misteriosa energia che guida il destino del cosmo qualcosa di molto simile a un volgare sfoggio di superpoteri. Quasi si fosse pensato che il cuore del successo della Marvel fosse nel mettere in scena fulmini più grandi.

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