Di Irene Bollici. Non avere nulla da fare, guardarsi intorno, indugiare un pò, e prendere subito il cellulare.

Un gesto molto spontaneo, immediato, che porta però adulti, adolescenti e bambini molto spesso, ad isolarsi.

Uno studio condotto dall’Università di Washington mette in evidenza come la noia e il senso di vuoto siano la causa principale dell’utilizzo degli  smartphone, fino a farlo diventare un compagno che non ci lascia mai.

L’uso prolungato di tale oggetto può diventare quasi compulsivo, per questo, molti ricercatori hanno cercato di fotografare in quali momenti cerchiamo più spesso il cellulari o altri dispositivi tecnologici, come il computer, il tablet o la playstation per i ragazzi, il risultato come abbiamo già accennato prima è proprio nei momenti di buco, di noia.

Ad aumentare l’utilizzo di questi elementi, sono le applicazioni (app) che permettono al soggetto di essere sempre rintracciabile, dunque essere sempre online; tra i più famosi troviamo Whatsapp – applicazione di messaggistica – Facebook e Instagram per far si che chi ci segue (Follower) sappia sempre cosa facciamo durante la giornata.

Incredibile come un oggetto così piccolo possa essere così potente.

Nella nostra generazione non esiste più come magari 30 anni fa, comitive di amici che ci dicevano: “Ci vediamo in piazza alle..” oppure ancora i nostri amici e amiche che ci chiamavano da sotto casa per andare a fare un giro. Ancora più sconcertante è il fattore infantile, bambini che già in tenera età sanno come utilizzare un telefono e giocarci, bambini che, invece di giocare nel giardino o al parco, si chiudono dentro una stanza con quell’affare che li cattura.

Gli studiosi la chiamano tecnologia e ci dicono che sarà la nostra salvezza, che arriveremo ad un punto in cui questa magnifica creatura astratta ci permetterà di vivere con un tenore di vita superiore ad ora ma ne siamo proprio sicuri che sia una salvezza? Perché sembra più una disgrazia se lo si guarda da diversi punti di vista, quali vi domanderete? Economico innanzi tutto, poiché nel momento in cui un macchina riesce a produrre il doppio, consumando meno e con un costo salariare minore, gli esseri umani passano in secondo piano.

Da un punto di vista umano, non si da più un peso a quelle che erano le vecchie lettere, perché se ho voglia di sentirti basta che prendo il telefono, ti messaggio, e forse non sempre è un male.

Oppure discutere con una persona, quanto è più semplice? Davvero molto: eppure si scegli il fatto che dietro uno schermo si possa dire qualsiasi cosa senza pensarci troppo, e sentendoci magari anche dei leoni ( non a caso gli sbruffoni che offendono sui social network vengono chiamati leoni da tastiera, perché sono quel tipo di persona che; senza quello schermo che divide la loro faccia dal mondo intero, forse, non direbbero mezza parola di ciò che hanno poi in realtà scritto).

Tuttavia esistono anche tante positività se usiamo razionalmente un cellulare: applicazioni che ci seplificano la vita, che sono utilissime. Come in tutte le cose deve prevalere la razionalità e il buon senso per un uso responsabile di questo device, e non deve prevalere l’aspetto irresponsabile a cominciare dal vietatissimo uso quando si è alla guida di un veicolo

 

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