Di Dorian Gronchi. Arrivano da noi alla ricerca di qualcosa che non conoscono e che forse non troveranno. L’astronave che li porta nient’altro è che la zattera della medusa. E sono già fortunati a non aver lasciato la loro vita in fondo al mare. Sì presentano impauriti, disorientati ma presto diventano altro. Fanno nascere paura e ostilità nei cuori delle genti, trasportate, con il carisma del “nuovo capitano”, lontane da problemi ben più gravi. Ma tra la gente monta l’intolleranza, l’odio, la non più sopportazione. “Sono peggio delle belve – è il pensiero di molti –  non sanno adattarsi, vengono qui per conquistare, per rubare il lavoro, per aggredire e violentare”. Certo che ci sono violenti dalla pelle scura; ma tanta gente innocua. È vero dunque che molti immigrati lavorano in nero: sono sfruttati proprio da chi vive in questo paese. Alcune frange sono pericolose: delinquono proprio come fanno i delinquenti italiani.
Aizzare il popolo contro il diverso è conveniente soprattutto per certi “capipopolo”. Dobbiamo rispettare il diverso, diffondere la cultura del diverso. Solo in questo modo si potranno ridurre quegli episodi di violenza da parte di chi arrivando in questo paese sa di essere percepito spesso come un nemico da combattere.