Di Angelica Grieco. «Tutte le persone che ho accanto mi hanno detto che non si sarebbero mai aspettate che una come me potesse subire violenza perché sono una persona forte e fredda, come se questo potesse eludere al fatto che io non potessi subire una violenza. Non esiste una donna più predisposta di un’altra, sfortunatamente tutte possiamo subirne e non bisogna assolutamente star zitte».

Sono queste le parole di Elisa Castellucci che, a due anni dall’episodio, si mette a nudo e racconta la violenza subita dall’ex fidanzato. Il 4 aprile 2018, Elisa racconta di esser stata in macchina con il suo ex fidanzato e di non ricordare nulla di quegli attimi, nonostante ricordi esattamente il corso della sua giornata nei minimi dettagli: frasi che le sono state dette, cos’aveva mangiato e com’era vestita.

Tuttavia, da un momento all’altro i suoi ricordi sfumano e riprendono nell’istante in cui grida aiuto incastrata sotto l’auto dell’ex fidanzato.

Elisa ha dovuto subire interventi, ha ripreso a camminare dopo settimane in ospedale ed ora è invalida al 60% ma, come dice lei, ‘’Io non ricordavo, per me era un semplicissimo incidente. Quindi il vero schiaffo l’ho ricevuto quando ho saputo che erano iniziate le indagini per tentato omicidio.  Dall’apprendere, al prenderne coscienza e ad accettarlo è passato parecchio tempo’’ e nel suo post su Instagram, aggiunge che avrebbe preferito cento, mille di quei giorni con un dolore insostenibile, piuttosto che quello che ha passato moralmente.

Poche le avvisaglie precedenti, come quella a una settimana prima dall’accaduto: per una litigata futile, come dice Elisa, l’ha trascinata fuori dalla macchina provocandole lesioni su tutta la schiena. Ma non lo odia, dice: questo sentimento non rientra nel suo carattere. E poi aggiunge: «Però non perdono e non perdonerò. Non per quello che ha fatto, ma per quello che mi ha detto dopo».

 

Bella e sorridente, la ventunenne di Orbetello con il sogno di entrare nel mondo della moda lancia un messaggio chiaro e coinciso: «Non bisogna mai stare zitte, bisogna sempre denunciare, anche se a volte la giustizia è ingiusta e non hanno tempi brevi, ma è l’unico modo per far si che queste persone paghino».

Su Instagram, invece, aggiunge: ‘’In questo lasso di tempo ho imparato una cosa: ho imparato ad amarmi un po’ di più e a mettermi sempre al primo posto. Amati un po’ di più, chiunque tu sia’’.