Di Giulia Capobianco

Fede. Fede laica. Fede religiosa. Fede Assoluta. Esperienze catartiche, necessarie. Quasi come una bussola per orientarci fermamente in un percorso, quello di noi giornalisti di vita. Cosa vuol dire credere? Cosa significa avere fede? È possibile perderla e poi ritrovarla? Le nostre voci raccontano ancora; raccontano milioni di sfaccettature, dei legami e dei non legami, e di come alle volte, grazie a questa luce, le difficoltà possano essere meno scure.

Imbattersi nei pensieri che vanno oltre la nostra percezione, ascoltarci e saper ascoltare un qualcosa che non è visibile ad occhio nudo, motivo per il quale la maggior parte delle volte, la fede, viene allontanata, scalciata via dalla realtà. Viene gettata e compressa in una scatola inesistente perché impalpabile, invisibile. Ma davvero tutto quello che non riusciamo a vedere non esiste?

E’ una questione di scelta. È una questione di libertà”. Tanto bramiamo la libertà che quasi, anche questa, ci sembra irraggiungibile perché ostacolata dai pregiudizi di chi non vuole credere o di chi giudica senza minimamente darsi una possibilità. Anche la fede è legata alla nostra vita, alla nostra essenza e al nostro modo di vedere, interpretare ciò che vive assieme a noi. Credere significa fidarsi e non solo nell’esistenza di un qualcuno al di là del mondo visibilmente percepibile, ma credere che non può piovere per sempre, e che anche nei luoghi contornati da lampioni arrugginiti, c’è una luce che brilla. Si trova solo in fondo alla strada. Quella strada catartica che abbiamo necessariamente bisogno di percorrere.

La Fede è speranza, è futuro, è superare. È apertura per chi non vuole lasciarsi andare, è coraggio e comprensione, senza prendere nulla in cambio. È farsi delle domande su quello che ci viene inculcato dalle convinzioni sociali, dalle credenze familiari che alle volte possono diventare ossessive fino a reprimere ancora una volta la libertà. Non solo la libertà di credere o di non credere, ma quella libertà di scegliere se avere una fede laica o cristiana o appartenente a qualsiasi altra cultura religiosa. Domande lecite, necessarie per comprendere, crescere…anche se alle volte la fede agisce in maniera incomprensibile.

Domande lecite ma risposte assenti. Assenti perché parventi perché avvolte sempre da un velo di incertezza. Ed è l’incertezza a creare instabilità emotiva e scetticismo. Ma le risposte, per noi giornalisti di vita, hanno un loro tempo…