Di Jasmine Natalini. Una delle prime domande che tutti noi dobbiamo porci è: abbiamo ancora bisogno della sperimentazione sugli animali?

Il termine “cavia”, comunemente usato, si riferisce a esperimenti condotti su animali vulnerabili e inconsapevoli dei rischi connessi. Il termine “sperimentazione animale” si riferisce all’uso di specifiche specie animali (mammiferi, uccelli, anfibi) per specifici scopi scientifici o di ricerca.

La sperimentazione animale non avviene solo nell’industria cosmetica ,ma anche in altri settori come quello farmaceutico, medico, biochimico e chimico. I laboratori di tutto il mondo trattano in modo disumano queste creature vulnerabili che soffrono non solo fisicamente ma anche psicologicamente a causa dello stress, della paura e soprattutto della solitudine.

Nei laboratori scientifici vengono sacrificati ogni anno tra i 300 e i 400 milioni di animali di tutti i tipi. Il 30% delle sperimentazioni ha riguardato la medicina, il restante 70% è stato utilizzato in cosmetica, guerra e prodotti chimici (detersivi, colle, forni a microonde, vernici, sigarette, coloranti artificiali, fumi di scarico, additivi alimentari, tinture per tessuti, fertilizzanti, inchiostri, calzature lucido e persino cibo per animali domestici). Quando i prodotti vengono testati su animali con attività ripetitiva e a lungo termine, ciò comporta di solito:

 

  • la necessità di tenere ogni specie animale in isolamento,
  • disagio o angoscia agli animali,
  • l’alta probabilità di perdita della salute o della vita degli animali testati.

 

Per esempio: Nei test chimici, gli animali sono costretti a ingoiare colla, vernice, insetticidi e disinfettanti, sono tenuti in stanze contenenti vapori chimici che sono costretti a respirare e gli vengono applicate anche sostanze sulla loro pelle e nei loro occhi per controllare l’irritazione e la corrosione.

 

Soffermandoci però sull’industria cosmetica gli animali più comunemente scelti per testare i prodotti all’interno dei laboratori sono: topi, gatti, cani, porcellini d’india e In alcuni Paesi, come la Cina e gli Stati Uniti, anche i conigli.

Questi in seguito ai vari test non sono più perfettamente sani, perché il contatto con sostanze nuove o sconosciute può causare perdita di pelo, dolore, lesioni cutanee, perdita di appetito e letargia. In sostanza l’applicazione prolungata di ingredienti artificiali sulla pelle (miscele chimiche, creme, gel, profumi, saponi e anti traspiranti) provoca condizioni di salute irreversibili negli animali da laboratorio. Gli esperimenti prevedono l’immobilizzazione o l’ingabbiamento degli animali, l’anestesia o l’analgesia sono utilizzate solo nel 15% dei casi e spesso si ricorre anche al taglio delle corde vocali in modo che l’animale non possa urlare. Tutto questo può causare agli animali testati disagio, malattie croniche e addirittura la morte, oltre che a un dolore prolungato . Inoltre gli esperimenti comprendono anche test di irritazione cutanea e oculare, studi sull’ingestione forzata e test sulla dose letale per determinare la pericolosità degli ingredienti. Tutto questo nonostante le varie alternative disponibili al giorno d’oggi.

La Polonia e l’Unione Europea hanno completamente vietato la sperimentazione dei cosmetici sugli animali, per la legislazione che regola le questioni relative alla protezione degli animali. Nonostante il divieto però esistono paesi in cui i test sugli animali sono ancora obbligatori, quindi le aziende che vendono o producono in quei paesi testano i prodotti commercializzati perché i test sono richiesti proprio dalla legge. Molto spesso si tratta delle stesse aziende i cui prodotti si trovano in vendita anche in Europa, per esempio le aziende che esportano in Cina: Clinique, Christian Dior, l’Oreal e tante altre.

 

Oltre ad essere estremamente crudeli, i test sugli animali sono anche inaffidabili. Ciò che è innocuo per gli animali può essere velenoso per l’uomo, come è accaduto e accade ancora molto spesso. Quindi questi studi non hanno basi scientifiche, cioè non c’è modo di trasferire all’uomo i dati ottenuti dagli animali ma poiché la legge richiede che tutto ciò che entra in contatto con noi venga testato, questa pratica è ancora molto diffusa nel mondo. Infatti sono molti gli scienziati che ritengono ancora che la sperimentazione animale sia l’unico modo efficace per valutare la qualità e la sicurezza di diversi prodotti e dei loro ingredienti. Io chiedo a voi di soffermarvi un attimo su questo: è giusto che la produzione e la vendita di cosmetici avviene a spese di animali sofferenti? È giusto causare a degli esseri viventi disagio, malattie croniche o addirittura la morte? Che diritto abbiamo noi per sottoporli a tali atrocità? Perché non possono avere i nostri stessi diritti di vivere? Dovremmo porci tutti queste domande quando cerchiamo un altro cosmetico o integratore alimentare di tendenza, alla moda. In fin dei conti al giorno d’oggi la maggior parte della popolazione ha almeno un animale domestico ed è anche dimostrato che la presenza di animali da compagnia contribuisce al benessere generale delle persone. Gli animali ci danno un’amore incondizionato e una fiducia senza giudizio senza chiedere nulla in cambio, quindi per quale motivo dobbiamo ripagarli in questo modo così crudele, in fondo facciamo tutti parte del grande cerchio della vita.