Di Giuseppe Manzo. Delusione, è la parola chiave che può riassumere uno tra i tanti motivi del distacco che i giovani hanno nei confronti della politica. Negli anni i politici hanno spesso dimostrato scarsa attenzione per le preoccupazioni e gli interessi delle nuove generazioni e questi rapporti hanno profondamente minato le fiduce dei giovani nei confronti dell’intero mondo politico. Un sistema che non mantiene promesse, famoso per i suoi scandali dove sono coinvolte numerose figure di spicco e dove prevalgono giochi di potere e un eccessivo opportunismo.

 

Il divario tra i giovani e la politica si può ricondurre direttamente agli stessi politici, sempre meno disposti ad ascoltare le voci dei giovani e coinvolgerli nelle loro decisioni. Questo nocivo meccanismo fa sentire i giovani emarginati dalle attività politiche e fa cessare ogni loro speranza. Un altro fattore che ha contribuito a rafforzare questa distanza tra i giovani e il mondo politico è di natura economica. Partecipare attivamente alla politica può comportare spese significative e non tutti i giovani sono in grado di permettersi tali costi. Questo può escludere una vasta parte della gioventù dall’essere coinvolti nella politica e ridurre ulteriormente il loro interesse.

 

In sintesi, la distanza crescente tra i giovani e il mondo politico è una questione complessa che deriva da una serie di problemi, tra cui la mancanza di fiducia, la mancanza di coinvolgimento da parte delle istituzioni politiche e le barriere economiche all’attivismo politico. Affrontare questi problemi è essenziale per riavvicinare i giovani alla politica e garantire un coinvolgimento significativo della prossima e attuale generazione nei processi decisionali del paese.

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