Di Sabrina Spies.
Per anni la parola Ferrari ha sempre significato velocità, vittoria, leggenda. Una leggenda
che per anni ha ispirato, ha fatto sognare e ha portato a casa mondiali, dal grande Michael
Shumacher all’ultimo campione mondiale in Ferrari, Kimi Räikkönen. Ad oggi, guardandola
da dentro e fuori la pista, nasce spontanea una domanda: la scuderia vuole ancora vincere
tutti i costi?
Le strategie discutibili e una macchina spesso incapace di tenere il passo delle scuderie
rivali descrivono una Ferrari sempre più lontana dalla lotta per il titolo. Nel 2025 lo stesso
Freud Vasseur ha ammesso che la squadra aveva “fallito” nell’esecuzione di alcune scelte
strategiche, mentre la SF-25 mostrava evidenti limiti meccanici.
Eppure, mentre i risultati sportivi faticano ad arrivare, soprattutto in Formula 1, i numeri
economici continuano a correre più veloci della Rossa. Nel 2025 Ferrari ha superato i 7,1
miliardi di euro ricavati, mentre sponsorizzazioni, attività commerciali e brand hanno superato
oltre gli 800 milioni, con una crescita del 22%. In questo quadro si inserisce,
però, anche l’arrivo del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, che non ha
portato solo esperienza e prestigio. La sua presenza avrebbe infatti generato alla scuderia
oltre 70 milioni di euro di ricavi aggiunti, soprattutto grazie a sponsorizzazioni,
merchandising e il solo sfruttamento della sua immagine.
Charles Leclerc, il “Predestinato”, e Lewis Hamilton, dovrebbero essere prima di tutto i
protagonisti di una monoposto costruita per vincere. Eppure, il loro peso commerciale
sembra crescere più di quello sportivo: sponsor, pubblicità e immagine sembrano correre
insieme alla macchina, rimanendo avanti di diversi decimi.
Ferrari non ha smesso si inseguire la vittoria. Ma con strategie discutibili, una vettura
incapace di competere e dei ricavi in continua crescita, il dubbio rimane: Il mondiale e
ancora l’obbiettivo numero uno della Rossa? Perché forse, oggi, si può vincere anche
senza arrivare primi in pista
