Di Greta Angelica Migliaccio. Tra i misteri dell’universo, come la sua origine, perché siamo venuti al mondo e se esistono gli alieni, esiste anche la magia inspiegabile della musica. Tutti noi abbiamo preferenze musicali, testi e suoni che preferiamo rispetto ad altri, ma raramente ci soffermiamo a capire come ciò sia possibile. Perché non ci piace ogni canzone esistente? L’uomo, come gli animali, è attratto dalle melodie, eppure non amiamo ogni genere musicale, c’è chi è amante del rock, del pop, dell’indie o chi è direttamente più eclettico. Diversi studiosi ancora oggi tentano di decifrare il meccanismo che nella mente delle persone crea un gusto musicale. L’Università di Cambridge, ad esempio ha condotto degli studi sul rapporto che c’è tra la musica e la personalità di un individuo, per spiegare come i fattori caratteriali e psicologici siano in grado di influenzare le nostre scelte musicali. È stata fatta una ricerca su un campione di 4000 partecipanti ai quali è stato chiesto di ascoltare un massimo di 50 estratti musicali di generi diversi e di esprimere le loro preferenze. I risultati sono stati divisi dai ricercatori in tre categorie: empatisti, sistemisti ed equilibrati, ed è venuto fuori che gli empatisti tendevano a preferire generi più dolci, malinconici e con un’emotività profonda, i sistemisti preferivano la musica più intensa e complessa, con profondità intellettuale, mentre gli equilibrati apprezzavano più generi. Questa ricerca è volta a comprendere quanto il tipo di musica che ascolta una persona può dirci sul suo conto, ne possiamo trarre soprattutto la bellezza della diversità, poiché non esiste musica giusta o sbagliata, la musica è un’estensione della nostra anima ed esprime le nostre emozioni sottoforma di canzone. “Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte far ballare la gente, ognuno come gli pare, ognuno dove gli pare, ognuno come si sente”-Jovanotti

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