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Di Elisa Mattei. Una guerra interiore, lacerante, si potrebbe quasi definire ciò che noi oggigiorno riduciamo a semplice “Paura di non essere abbastanza”.

Ognuno conduce la propria vita, riempie le proprie giornate come meglio può, ma quando la notte cala, i pensieri si fanno opprimenti,  invadenti, la maschera cade e rimane solo ciò che di più vulnerabile è in noi : la nostra fragilità. E allora ci troviamo nel nostro letto, spogli di ogni illusione, e con gli occhi sbarrati rivolti verso l’alto ci chiediamo: “Perché non mi sento mai abbastanza?”, ma la risposta non sembra mai arrivare.

Accade quindi l’opposto, la domanda comincia ad invadere le nostre giornate, la nostra quotidianità, i nostri momenti più intimi, ogni secondo, ogni istante della nostra vita, fino a divenire parte integrante della nostra persona.

Relazioni, amicizie, università, lavoro… situazioni differenti tra loro, eppure la domanda che ci tormenta e segue come un’ombra resta la stessa : “Perché non sono abbastanza?”.

Viviamo nella convinzione di dover ambire alla perfezione, di puntare sempre un gradino più in alto di ciò che raggiungiamo con innumerevoli sforzi, ed è proprio quando il traguardo è a un passo da noi che riaffiora, è lì, fissa, in attesa del momento giusto per riemergere : “Perché non ho fatto abbastanza? Potevo fare di più?”.

Siamo immersi in relazioni, o semplicemente rapporti, condizionati dall’infrenabile voglia, o meglio, dall’angoscia, di dimostrare il nostro valore, e come un macigno sul cuore tutto si trasforma in una corsa infinita verso la ricerca di conferme,  nel disperato tentativo di sentirci abbastanza; se non per noi stessi, almeno per le persone che ci circondano.

Ma questa può davvero esser definita “Vita”? Cercare negli altri il valore che noi stessi non riusciamo a riconoscere, vivere nell’ insoddisfazione, nella paura; una lacerante e costante ricerca di certezze, un imprevedibile pugno nello stomaco, che quasi toglie il respiro.

Bisognerebbe invece imparare a guardarsi allo specchio senza timore, essere consapevoli di aver dato l’anima in un rapporto, in un esame, sul lavoro, essere fieri della persona nel riflesso, amarsi incondizionatamente.

A volte basterebbe fermarsi, fare un respiro profondo, lasciare andare ogni aspettativa e dire “Sono abbastanza”.

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