Di Michela Miccoli. Oltrepassare le barriere del genere è la nuova sfida della moda, l’abito è diventato uno strumento di pura affermazione personale e non segue più le rigide regole della suddivisione binaria del genere. La moda sta uscendo dagli stereotipi che per anni hanno dettato i codici di abbigliamento. Tuttavia, molte case di moda continuano ad interpretare il concetto di “unisex” limitandosi alla collezione di capi neutri di taglio maschile adattati al pubblico femminile. Il vero cambiamento non richiede solo capi oversize, minimal e privi di forma. Tutto ciò deve partire da una visione più profonda, i brand dovrebbero integrare la fluidità fin dalla progettazione, rimuovendo la storica divisione “uomo” “donna”, sia nei negozi fisici, sia negli store online, per offrire al cliente un’esperienza d’acquisto libera e priva di giudizio. La moda talvolta ci spinge a pensare che basti notare le etichette di genere prestabile per farci dire di star indossando un capo “unisex”, quando invece una proposta innovativa per le maison potrebbe essere l’introduzione di collezioni che sperimentino tessuti fluidi, forme destrutturate e dettagli sartoriali adattabili per consentire la valorizzazione del singolo individuo, senza schemi predefiniti. La vera sfida della moda è proporre l’audacia, nei colori vivaci e uscire dalla “comfort zone” del grigio, del beige e del nero, dovrebbe puntare su tagli non banali come giacche con spalline strutturate e scollature asimmetriche che si adattano al corpo di chi li indossa anzichè imbrigliarlo. Il futuro della moda non sta nell’annullare l’identità ma nel garantire a chiunque la libertà di vestirsi senza dover chiedere il permesso a un’etichetta.

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