Di Noah Caterina Castelli. La vera importanza dell’intelligenza artificiale, è tra le più imponente rivoluzione scientifica dei nostri tempi. Non parliamo più di semplici software limitati capaci solo di rispondere a domande semplici, ma di sistemi autonomi che guidano interi laboratori e riscrivono le regole della ricerca.
Nell’ambito della scoperta di nuovi farmaci e terapie, ad esempio, l’intelligenza artificiale è in grado di velocizzare il processo per individuare una molecola efficace per curare una malattia, analizzando la struttura molecolare dei bersagli terapeutici (es. proteine del tumore) e progettando autonomamente nuove molecole da zero. Un altro esempio lo troviamo in alcuni laboratori che hanno introdotto l’IA per inviare istruzioni a un laboratorio robotizzato dove i bracci robotici possono sintetizzare e testare la molecola; per poi leggere i dati in tempo reale e, se la molecola non va bene, modificarne la struttura e riavviarne la sintesi.
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento prezioso e innovativo con il quale dobbiamo impegnarci a convivere preservando il nostro pianeta. Ad oggi sappiamo che chiedere a un chatbot un testo breve o una risposta rapida consuma pochissima energia, paragonabile a tenere accesa una lampadina a basso consumo per pochissimi secondi. La situazione cambia se si generano immagini ad alta risoluzione, video complessi o si utilizzano intelligenze artificiali che eseguono iterazioni multiple. In questi casi, il consumo per singola domanda può moltiplicarsi da centinaia a migliaia di volte rispetto a una semplice risposta testuale. Infatti ad oggi si sta cercando di ridurre il dispendio energetico dell’IA in più modi: ad esempio cercando di sviluppare modelli più piccoli e specializzati, usare l’IA stessa per gestire in modo intelligente le reti elettriche e ridurre gli sprechi energetici industriali e molto altro. Dobbiamo smettere di essere schiavi della tecnologia e imparare ad usarla e migliorarla con coscienza. Non è solo un gioco.
