Di Carlo Affatato. Quando si parla di sport, poniamo la nostra attenzione sul risultato, sul gesto tecnico o sullo sforzo fisico compiuto dall’atleta. Tuttavia c’è un aspetto dello sport che viene molto sottovalutato, la salute mentale degli sportivi.

Gli atleti, dopo aver raggiunto un certo livello agonistico e professionale, iniziano a vivere la loro passione come un lavoro vero e proprio. Questo provoca grande stress mentale e non solo dato che, essendo personaggi pubblici, sono esposti continuamente a critiche e giudizi da parte dagli esperti ed opinionisti ma soprattutto, dal più grande tribunale inquisitorio, l’opinione pubblica.

Il problema dell’opinione pubblica è che non ha filtri e soprattutto, con l’avvento dei social, non ne puoi scappare. Prima le critiche venivano rese pubbliche tramite giornali o nei programmi tv, bastava non comprare il giornale o cambiare canale, ma ormai nel momento in cui un atleta apre INSTAGRAM, X o qualsiasi altro social, viene circondato e bombardato da ogni tipo di critica e non solo, perché spesso sotto i vari post sono presenti insulti non solo all’atleta, ma alla sua famiglia e ai suoi cari.

La questione della salute mentale nello sport è sempre stata un tabù e poche volte viene affrontata con l’importanza che le andrebbe data. Negli anni le varie società sportive hanno imparato a gestire i loro atleti affiancandoli professionisti come psicologi e mental coach, ma molti atleti non riescono a cogliere la critica come spunto per migliorarsi e quel punto si abbattono, hanno paura di essere bersagliati e giudicati, non riescono più a fare ciò che amano con la stessa tranquillità, questo provoca un calo di prestazioni, questo calo provoca altre critiche. Questo meccanismo è un circolo vizioso che inghiottisce totalmente gli atleti, ponendo fine a molte carriere e in molti casi, purtroppo, porta alla depressione.

Quindi la prossima volta prima di scrivere quel commento sotto al post della squadra che tifiamo o del tennista che seguiamo, pensiamoci due volte, perché la critica è importante ma deve rimanere tale.

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