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Di Valentina Giustizia Diliberto. La Champions League mette nuovamente in discussione la qualità del calcio italiano a livello europeo. I risultati delle prime giornate mostrano una situazione allarmante: le squadre italiane protagoniste della celebre competizione faticano a dominare. L’Inter, sconfitta per 4-3 dalla squadra belga Club Brugge, ha dimostrato di poter segnare, ma anche di concedere troppo agli avversari. Un attacco formidabile non compensa ciò che è una difesa fragile. Questi problemi erano già evidenti dopo la sconfitta di settembre a Madrid. All’Olimpico invece, la Roma contro il Real Madrid ha sfiorato la vittoria, ma si è persa negli ultimi minuti, passando da una situazione di vantaggio, a un totale blackout. Uno scenario non piacevole dopo il pareggio contro il Fenerbahçe.

Anche il Napoli ha deluso, perdendo prima contro l’Arsenal e poi contro il Villarreal.

La sfida delle squadre italiane non è solo contro i club europei, ma è anche una sfida contro sé stesse, a non riuscire a perdere la concentrazione. Situazione tipica anche del Como, all’esordio contro il Leipzig, è partita con buone premesse, per poi perdere lucidità contro il Feyenoord.

Dunque il calcio italiano non si presenta bene, con continue perdite di costanza. Disputare in questa competizione richiede un livello di gioco elevato, necessario per portarsi a casa ottimi risultati, in queste partite, anche un pareggio può essere una sconfitta. Vincere è ciò che ovviamente viene richiesto, come in tutte le partite, ma vincere con tenacia non può essere tipico solo dei club europei. Le squadre italiane non possono avere solo top player nella formazione, devono anche gareggiare con un altro tipo di mentalità più solida.

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