Al giorno d’oggi, parlare di religione, è completamente diverso da qualche decennio fa. In passato, essere credenti, era visto come l’unico modo per vivere la vita: o eri credente o venivi emarginato come eretico ed escluso dalla vita sociale. A partire dagli ultimi decenni del novecento le cose sono un po cambiate, grazie anche a cambiamenti sociali e alla continua evoluzione della religione.

La religione consiste di idee e valori prodotti dagli esseri umani, erroneamente proiettati su forze e personificazioni divine. Dio sarebbe quindi la costruzione di un Super uomo (uomo potenziato con attribuiti ideali dati dall’uomo stesso). È una forma di Alienazione, in quanto la religione estranea l’uomo da sé stesso facendogli credere di non essere in prima persona: l’uomo è sottomesso da sé stesso. La religione si trova ad essere dunque un rifugio dell’uomo di fronte alla durezza della realtà quotidiana.

Ludwig Feuerbach

 

Un problema, un aspetto che riguarda anche noi giovani e che  è stato ampiamente dibattuto durante una lezione del Laboratorio di Redazione Giornalistica per abituarci a porre domande dare risposte simulando un talk show.

La maggior parte dell’Italia per esempio continua ad essere fortemente credente, insegnamenti dovuti anche alle precedenti generazioni, ma ultimamente è aumentato il numero di “agnostici” o addirittura “atei”. Soprattutto con lo sviluppo della scienza, le persone hanno cominciato a domandarsi se davvero possa esistere una entità superiore, se davvero questa divinità possa aiutare le persone.

Ormai la religione non è più un obbligo, una credenza a cui tutta la collettività dove credere, ora la fede è una scelta e su 10 persone 3 sono cristiane, 3 agnostiche e 4 atee. Chi afferma di credere in Dio lo fa per riuscire a superare momenti difficili. E’ proprio per questo che esiste Dio, per aiutare nei momenti bui,per aiutare a sentirsi più leggeri e risollevarsi, per aiutare quando non si riesce più a credere in niente e allora ci si rivolge a qualcuno più in alto di noi come ultima speranza.

Gli agnostici sono coloro che non credono propriamente in Dio ma sempre in una entità superiore. Queste persone, a differenza dei cristiani, non pregano ma nei momenti di bisogno si rivolgono a questa entità che li aiuta a sentirsi meglio ma contano sempre e comunque su loro stessi.

Gli atei, invece, negano l’esistenza di Dio e di altre entità. Essere ateo non è qualcosa che si decide dal giorno alla notte, ci si pone delle domande…se crediamo nell’esistenza di qualcosa, a prescindere dall’educazione che ci è stata data. Queste persone, quando hanno un problema, si rivolgono più che altro a loro stessi o a qualcuno vicino a loro che può aiutarli e dargli consigli perchè “solo noi sappiamo come rialzarci” e credere in Dio sarebbe solo un modo per scaricare su qualcun’altro le colpe di qualcosa che invece abbiamo fatto noi.

La religione perciò ancora oggi è un argomento complesso e dibattuto, soprattutto con la vastità di riti e religioni che esistono ma rimane il fatto che è una scelta che ognuno deve fare per se e non deve essere dettata da educazioni di generazioni o un imposizione, credere è qualcosa che uno deve sentire dentro, qualcosa che lo fa stare bene e in pace con se stesso.

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