Di Alessandro Duca. Forse ormai non fa più nemmeno effetto leggere un articolo di Formula uno di quest’anno  e veder apparire un nome: Lewis Hamilton. Ebbene si, anche nel gran finale di stagione sull’avveniristico circuito di Yas Marina, questo ragazzo, fresco di vittoria del sesto mondiale continua a far parlare di se. Se i tifosi pensavano (o almeno speravano) di assistere a una maggiore bagarre, viste le posizioni di classifiche già delineate, si sbagliavano di grosso. Il “cannibale” inglese vuole dimostrare di essere superiore a gli altri anche quando ormai da dimostrare non rimane più nulla e, lo fa già partendo dal sabato delle qualifiche, dove ottiene una pole che mancava da tempo, avvicinandosi al record di Michael Schumacher; se quindi le prestazioni della Mercedes non stupiscono più, a stupire è invece la Ferrari, ma lo fa in modo negativo (ancora una volta), con il muretto che sbaglia i tempi e non permette a i due ferraristi di partecipare alla Q3 di qualifiche, che vengono quindi scalzati da Verstappen, secondo, che prende il posto di Bottas penalizzato per avere sostituito la power unit; solita sfida quindi tra Mercedes, Red Bull e Ferrari per le prime posizioni.

La gara del giorno successivo non riserva grandi sorprese. Allo spegnimento dei semafori la monoposto di Lewis parte alla perfezione, prende la prima posizione e la manterrà per il resto dei 55 giri di gara, assicurandosi un vantaggio impressionante sul secondo, facendo diventare gli specchietti retrovisori un inutile dotazione. Dietro i team si dannano l’anima per cercare la strategia di gomme più vantaggiosa, senza però riuscire ad arginare l’egemonia Mercedes. Dopo gli errori del Sabato La Ferrari  sbaglia anche in gara, facendo rientrare contemporaneamente le due rosse (sbagliando tra l’altro il pit di Vettel), non diversificando le strategie, facendo si che non una, ma entrambe le rosse adottino una strategia che si rivelerà poi sbagliata.

Ci si accontenta così del terzo posto di Leclerc che per un attimo aveva dato al speranza di poter lottare con Verstappen per la seconda piazza, in un duello del presente che si riproporrà in futuro; degna di nota è anche la straordinaria rimonta del finnico Bottas, che corre con rabbia e determinazione fino ad arrivare al quarto posto, minacciando il monegasco ferrarista. Si chiude cosi tra lo sfarzo di Abu Dhabi il mondiale di F1, che se da un lato ha riservato poche sorprese, dall’altro ha fatto venire alla luce tanti talenti e qualche team in più che può lottare con i migliori; Purtroppo per gli appassionati il mondiale riprenderà a Marzo in Australia, ma tra la presentazione delle nuove monoposto e i test invernali i piloti si prepareranno al meglio per farci emozionare come solo loro sanno fare; mondiale,arrivederci al 2020.

 

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