Di Veronica Morisi. Eccoci qui, siamo giunti al capolinea, anche questa esperienza sta sfumando via tra articoli e risate.

Proprio cosi, articoli e risate, il giornalismo che ci ha insegnato il Prof. Marco Palma.

Catapultata in questo corso, spinta dalla mia estrema curiositas, a Febbraio decisi di intraprendere questa strada senza sapere dove e a cosa mi potesse portare.

Il primo giorno di lezione non è stato come gli altri, aveva qualcosa di diverso, il Prof. nonostante non conoscesse noi studenti di Scitur inseriti a metà programmazione, è riuscito ad ammaliarci con ciò che diceva, ciò che pensava ed è proprio quella sua schiettezza e modo di fare che mi hanno convinta a rimanere.

Giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, iniziai a capire che non era un semplice laboratorio ma una vera e propria esperienza di vita dove il giornalismo aveva una vita propria, dove si poteva capire l’essenza del giornalismo, quello senza peli sulla lingua, quello che non siamo più abituati a sentire, quello da “denuncia”, il meraviglioso giornalismo di vita insegnato dal Prof. Marco Palma.

Sono una studentessa del primo anno e di università potrei saperne poco e niente, affacciarsi a questa realtà non è per niente facile, ma grazie al Professore e alle sue magnifiche assistenti, Giulia e Giovanna, ho trovato la strada.

E’ una strada difficoltosa, impervia, ma grazie ai miei colleghi e a tutte le redazioni oggi siamo letti in tutto il mondo, spesso odiati, ma è il nostro orgoglio perché la realtà deve sempre fare un po’ male a chi cerca di nasconderla.

Ho partecipato a molti corsi, ho sentito le lezioni, ho preso appunti, ma non ho mai ascoltato con il cuore, con l’anima come ho fatto qui.

Ogni dibattito che si scatenava in aula ha dato modo alla mia persona di crescere, di evolversi e di far uscire quel lato di me che forse nemmeno conoscevo, quel lato che è stato definito all’apparenza come impenetrabile e che poi è tramutato in occhi lucidi nascosti da una fuga rapida verso casa alla fine di ogni lezione.

Abbiamo spesso parlato di rinascita, e ad oggi consapevole di questo termine grazie alle molteplici esperienze raccontate dai miei compagni di avventura più che colleghi, posso dire di essere rinata. Ogni lunedì è sempre stato il momento di una nuova rinascita, mentale fisica e caratteriale. Ogni Lunedì il professore ci dava dei spunti per essere persone migliori, con annesse critiche per cogliere l’attimo, quello fuggente, e scoprire le verità nascoste di ognuno di noi, quelle che appena ci alziamo non raccontiamo mai al nostro specchio.

 

Grazie, un grazie non basterebbe per chiudere in bellezza, ma credo sia una delle parole più giuste per racchiudere 3 intensi mesi di “laboratorio”. Grazie per aver fatto di noi, anzi parlo per me, non una semplice matricola ma una persona, pronta ad esternare i propri limiti e ad andare oltre un foglio ed una penna dove prendere appunti, andare oltre ai pregiudizi, agli stereotipi e a tutto ciò che non ci permette di esprimerci in tutta la nostra essenza. Grazie per aver dato voce ad Veronica e non alla matricola 0295039, grazie davvero.

Non è e non sarà mai un addio, porterò con me per tutta la vita questa esperienza.

Arrivederci.