Di Valerio Durante. Il 15 settembre scorso, il tennista svizzero, ha diffuso sui propri canali social una commovente lettera d’addio mentre tutti gli appassionati di tennis aspettavano con ansia la Laver Cup come il torneo che avrebbe dovuto segnarne il rientro dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi per oltre un anno. Dunque, i fan di Roger Federer confidavano in un’ultima grande stagione, che potesse culminare con la vittoria del suo 21esimo Slam (magari proprio a Wimbledon), torneo in cui è divenuto il grande campione che oggi tutti conosciamo. A sorpresa, invece, è arrivata la notizia del gran ritiro.

A questo punto, la Laver Cup, si è configurata come l’ultimo torneo da professionista del campione svizzero, scelta in quanto si sarebbe svolta in una città iconica per la sua carriera. Difatti, l’edizione 2022 della Laver Cup appena conclusasi, si è tenuta a Londra, città che lo ha visto trionfare per ben 8 volte nel torneo di Wimbledon (record assoluto).

In più, La Laver Cup ha permesso a Roger Federer di concludere la sua carriera in un modo particolare, in quanto, a differenza di tutti gli altri tornei, in cui il tennista è in campo da solo, questa è una competizione a squadre: il Team Europeo contro il Team Resto del Mondo.

Per l’occasione, quindi, The Swiss Maestro era affiancato dai più grandi amici e rivali di sempre: Andy Murray, Novak Djokovic, Rafael Nadal. Allenatori delle due rappresentative del torneo, due grandissimi idoli del tennista svizzero, Bjorn Borg e John McEnroe.

E, così, Roger Federer ha disputato la sua ultima partita in doppio con l’amico e rivale di sempre, Rafael Nadal, accoppiata nota col nome di Fedal.

La cornice è quella delle grandi occasioni, 20mila spettatori riuniti nella O2 Arena, tutti per assistere all’ultimo grande atto di un campione che è stato fonte d’ispirazione per intere generazioni.

E già, perché al di là delle simpatie personali per Djokovic, piuttosto che per Nadal; King Roger era l’unico in grado di mettere tutti d’accordo. Il tennista svizzero lascia ai tifosi l’indelebile immagine del suo meraviglioso rovescio ad una mano, l’eleganza nell’esecuzione di tutti i suoi migliori colpi, come il gioco a rete o le sue palle corte di altissimo livello, oltre alla classe che lo ha sempre contraddistinto.

Alla fine, la sua ultima esibizione insieme a Rafael Nadal termina con una sconfitta per 4-6, 7-6, 11-9 contro Sock/Tiafoe. Ma, in una giornata come questa, poco importa il risultato. Alla fine del match, Rafa Nadal lascia il centro del campo a Roger Federer, che si lascia andare ad un pianto liberatorio e allarga le braccia quasi a voler stringere tutti gli spettatori presenti che gli dedicano una doverosa standing ovation. Poi, tenuto il discorso finale, torna a sedersi sul divanetto nero a bordo campo vicino a Rafa Nadal, visibilmente emozionato anch’egli. Federer allunga il braccio e stringe la mano del rivale di sempre, consegnandoci quello che è, probabilmente, lo scatto dell’anno, oltre alla vera essenza dello sport. Nadal e Federer si sono aiutati a vicenda a spingersi oltre il limite, fungendo da sprone l’uno per l’altro. “Il nostro nemico è il nostro più grande maestro”, direbbe il Dalai Lama. Anche se, fuori dal risultato, non restano che stima e amicizia.

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