Di Giorgia Ippolito. Inquietante, malato e egoista, ma terribilmente realistico.

“Obsession” è il racconto cruento di un amore  che prosciuga e intrappola, non ci troviamo davanti alla storia del pagliaccio o dello spietato assassino, che uccide per smania di potere o semplice e terrificante sete di sangue, ora parliamo di gelosia, possesso e il desiderio profondo e intrinseco nell’essere umano di avere il controllo. Non è una storia nuova, mai sentita, è la quotidianità a cui ci stiamo lentamente abituando, il racconto esasperato di un amore tossico.

L’egoismo è l’elemento principale che stringe il personaggio di Baron per tutta la durata del film, lasciando Nikki impotente, intrappolata in un corpo che non le appartiene più. La spietata consapevolezza di Baron di esserne del tutto responsabile che però non è abbastanza da far si che lui la lasci essere libera, cercando di modificare il desiderio solo quando le conseguenze ricadono su di lui.

Questo film è una denuncia, ti costringe ad aprire gli occhi e a guardare in faccia l’orrore che scegliamo ogni giorno di ignorare. Questo mostro non lo guardiamo e non vogliamo guardarlo per ciò che è, non ha bisogno di nascondersi, ma anzi, siamo proprio noi a proteggerlo, chiamandolo “amore”.

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