Di Giulia Ciola. La paura: ecco cosa si nasconde davvero dietro una maschera. Quando l’atto termina, l’attore lascia il palco e si toglie il costume per tornare a respirare. Ma nella vita reale non funziona così. La maschera ti frega: ti dà l’illusione che dietro non ci sia nulla, oscurando ciò che custodisci con più terrore: la tua identità.
Vivaci, sgargianti, perfette: catturano l’attenzione di tutti e ti fanno sentire invincibile. Ma non sei tu. Ogni giorno ne indossi una nuova, sempre più bella, sempre più credibile. E ogni giorno diventa più spaventoso toglierla, perché lo specchio non mente e ti sbatte in faccia proprio quello che cerchi di nascondere a tutti i costi. È la condanna della nostra epoca, un teatro a cielo aperto dove la maschera diventa la tua unica identità. E finisce per “incollarsi” al viso. Quando la indossi troppo a lungo, non sai più dove finisce il personaggio e dove inizi tu. Il pubblico si abitua, pretende che resti sempre uguale a quella finzione, e alla fine, senti di non esistere più.
Poi, all’improvviso, arriva la spaccatura. Il punto di non ritorno. Basta un niente: un’emozione incontrollata che ti sfugge e la maschera crolla. Resti solo tu. È spaventoso all’inizio: sei nudo, esposto al giudizio di tutti, ma ormai è troppo tardi per rimettere la maschera, l’hai distrutta. Lo specchio ti mostra di nuovo quell’immagine da cui scappi, ma questa volta provi una sensazione di leggerezza, perché non stai più recitando.
I riflettori si spostano da te, e ti guardi intorno: tutti recitano la stessa parte e per la prima volta, inizi a vedere volti umani, autentici e imperfetti.
lo spettacolo è finito. Giù le maschere. Siate voi.
