Di Giulia Ladogana.A Milano si manifesta contro il caro vita: gli stipendi sono bassi e i prezzi assurdi. Le proteste però sono terminate in scontri con la polizia e la città è stata vandalizzata. Vetrine dei negozi distrutte, veicoli rovinati, sporcizia e caos ovunque. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta così la vicenda: “manifestare è un diritto ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”. Ma i giovani ce lo spiegano: “o vai all’estero o sopravvivi”. La scelta di partire, che solo nel 2024 ha visto 78.000 giovani (tra i 18 e i 34 anni) lasciare l’Italia, è difficile e molti stanno cercando una soluzione (seppur indelicata) per provare a sopravvivere. Infatti scappare non risolve i problemi, la soluzione non è andare via, ma provare nel proprio piccolo a fare qualcosa. E forse i ragazzi che hanno deciso di manifestare, seppur sbagliando le modalità, lo hanno capito.

Non sono mancati i commenti di molti artisti, quelli che si schierano sono soprattutto i cantanti del mondo pop. Il rapper Marracash afferma “con le buone non cambi le cose”, mentre altri hanno denunciato il tentativo dei media di spostare l’attenzione sugli atti di violenza e vandalismo.
Troppo spesso alla parola “giovani” viene affiancata la frase “non hanno voglia di fare niente” ma questo è ingiusto, perché se questi ragazzi hanno deciso di manifestare è perché qualcosa da dire ce l’hanno. I ragazzi hanno voglia di fare, di emergere, di lavorare e vogliono togliersi queste etichette che gli sono state stampate addosso. Ma se manifestare, farsi sentire, provare a dare un contributo alla società per migliorare la proprio vita e quella degli altri o semplicemente cercare di ripagare gli sforzi fatti per una vita dalla famiglia, significa non avere voglia di fare niente, allora va bene ed è vero. I ragazzi non hanno voglia di fare niente…

Il mondo sta cadendo a pezzi, non tutti se ne sono ancora accorti, ma è una crisi che sta colpendo tutti. Il Sud a causa delle strade bloccate dagli autotrasportatori, per via dell’aumento del carburante, è devastato ed è in piena crisi. I supermercati sono vuoti, i lavoratori faticano ad arrivare a fine mese. Ma nessuno fa niente. Nessuno ne parla abbastanza. Si condividono invece notizie importanti, si, ma con una frequenza non necessaria. Come la notizia del ricovero del Papa, che gira e rigira tra i telegiornali “Il Papa ora sta molto meglio, vive tranquillo, mangia tranquillo, dorme tranquillo”. Si sente solo questo a ripetizione ed è assurdo, è folle, non può essere vero.
Questo non è il mondo che ci immaginavamo, e questa non è la vita che sognavamo. E se la prima preoccupazione è l’incertezza per il domani, allora c’è qualcosa che non va e bisogna trovare una soluzione, e anche in fretta.